Pony triste e “miracolato”

Quando nostra figlia aveva sei anni (in luglio 2008), abbiamo comprato un pony Bardigiano che si chiama “Lars”. Nelle prime settimane Lars sembrava triste – come se rimpiangiasse la padrona precedente o un amico cavallo della scuderia da dove veniva. Anche i sintomi generali, p.es. il fatto che non amava il sole diretto e che voleva sempre mangiare sale indicavano un certo rimedio omeopatico. Pochi mesi dopo gliel’ho dato nella potenza XM (C10’000). Pochi giorni dopo aver ricevuto il rimedio non sembrava più triste, aveva un’espressione molto sveglia e si sentiva la sua gioia di vivere! Un effetto collaterale era che il pony ha cominciato a sgroppare a volte. Fiduciosa ho chiesto la mia docente di omeopatia veterinaria Christiane Krüger se poteva dargli un rimedio per fargli di nuovo un po’ più docile, ma lei ha riso e detto: “No, adesso il pony è forte e pieno di vita, così come deve essere. Allora tocca a voi educarlo.

Nel frattempo Lars ha imparato ad obbedire e di resistere alla sua tendenza di sgroppare, cosicché può collaborare anche come pony da volteggio e da terapia. Qui ha aiutato sia il percorso del cammino di Santiago sia una telepatia con Susanna Brühwiler.

Oggi Lars ha un altro rimedio omeopatico costituzionale. L’evento seguente mostra come il rimedio costituzionale può agire bene nel caso acuto. Quando eravamo sul cammino di Santiago con la cavalla Rózsa e il pony Lars e ci stavamo avvicinando alla nostra meta Finisterre, Lars si è ammalato di una colica grave, perché aveva mangiato felce giovane durante la notte. Ho provato ad aiutargli con un rimedio omeopatico scelto in base ai sintomi acuti, ma senza successo. Non si trovava nessun veterinario in zona e mio padre che ci accompagnava, un ex-chirurgo, si era già abituato all’idea che il pony stesse morendo. Lars era lì sdraiato per terra con gli occhi chusi e le mosche sulle frogie.

Dose eccessiva del narcotico

Quando la mia cavalla della razza “Arabo Shagya” aveva un anno e mezzo si è ferita la zampa anteriore sinistra. La ferita è stata cucita mentre la cavalla era messo sotto anestesia. Visto che la cavalla si muoveva sempre un po’, la dose del narcotico veniva modificata spesso durante l’intervento. Quando il cavallo si è mosso ancora lo stesso, il veterinario ha applicato un sedativo aggiuntivo, dopodiche il cavallo respirava in intervalli grandissimi e profondamente. Tutte le persone presenti stavano osservando tese la situazione e un’assistente veterinaria ha detto in modo supplicante: “Ragazza, respira!” Allora ho dato una dose di Nux vomica 200CH, uno dei tipici antidoti contro gli effetti collaterali dei farmaci, dopodiche la respirazione della cavalla si è normalizzata. Tutti si sentivano sollevati, l’intervento è stato concluso e si aspettava che la cavalla si svegliasse lentamente, ma quello non si è verificato. Allora ho ripetuto Nux vomica 200 CH (quattro globuli applicati nella vagina, perché la bocca era coperta), e subito abbiamo osservato i primi segni del risveglio. La cavalla è stata portata nel box di risveglio e si è risvegliata senza altre complicazioni.

Giovane cavalla agitata

L’8 maggio 2010 ho partecipato per la prima volta a una gara di endurance con la mia cavalla “Rózsa” della razza “Arabo Shagya”. La cavalla cinquenne era molto agitata a causa di tutti quei cavalli intorno a lei, e non si lasciava quasi toccare dal veterinario durante la visita prima della gara. Il veterinario mi ha detto che non potevo partecipare alla gara perché il mio cavallo non si lasciava esaminare. Visto che volevo partecipare ad ogni costo, ho chiesto se potevo dare Rózsa un rimedio omeopatico. Il veterinario per fortuna ha acconsentito al trattamento omeopatico e quando sono tornata con la mia cavalla, il veterinario quasi non l’ha riconosciuta: la cavalla che fino a pochi minuti prima era tanto agitata si lasciava esaminare senza difficoltà e in una postura totalmente rilassata. Il veterinario mi ha chiesto che rimedio “miracoloso” era, ma gli ho solo detto che era il rimedio omeopatico costituzionale che era giusto i sintomi mentali di questo cavallo (corre volentieri, si spaventa facilmente, è dolce e ama le coccole) e per i suoi sintomi fisici ricorrenti (tosse allergica). Ho enfatizato che non si poteva dare lo stesso rimedio omeopatico a tutti quei cavalli da endurance agitati per calmarli.

Peraltro la cavalla si lasciava esaminare senza problemi anche durante la visita seguente dopo la gara di endurance e durante tutte le altre gare. Durante sei anni seguenti a queil rimedio è stato ripetuto tre volte, soprattutto per trattare le ricadute della tosse. Il nervoso della cavalla è andata via del tutto. Adesso mio figlio di 12 anni può cavalcare con lei senza problemi.

Zoppia a causa di alterazioni artrotiche

Durante una passeggiata a cavallo una signora mi ha raccontato che il suo cavallo zoppica da alcuni mesi alla zampa anteriore sinistra. Aveva già un appuntamento nell clinica veterinaria “Tierspital” a Zurigo. Ho offerto un trattamento del suo cavallo in base all’analisi dei veterinari del Tierspital. Da lì la signora mi ha chiamato e riferito che il suo cavallo aveva ricevuto una diagnosi molto brutta: artrosi alla zampa anteriore sinistra e “kissing spines” (un’alterazione artrotica alle vertebre). I veterinari del “Tierspital” hanno consigliato di addormentare il cavallo subito. Ho chiesto la signora di portare il cavallo a casa – senza aver fatto alcun trattamento, per conservare i sintomi originali. Il giorno seguente ho visitato il cavallo e ho fatto la prima anamnesi omeopatica. Riguardo la zoppia acuta si dimostravano le seguenti modalità: la zoppia peggiorava all’inizio del movimento e migliorava con il movimento continuo, il freddo peggiorava i disturbi e il caldo faceva bene al cavallo. Quando pioveva il cavallo aveva bisogno di una coperta – anche in estate, mi ha riferito la padrona. Al livello mentale non c’erano delle pecularità, solo una tendenza a reagire forte a un trattamento ingiusto. Per prima cosa era indicato il rimedio acuto con queste modalità tipiche. Gliel’ho dato nella potenza 200CH.

Quello che è successo dopo era come in un caso esemplare: il secondo giorno dopo aver preso il rimedio, il cavallo zoppicava ancora più forte alla zampa anteriore sinistra (peggioramento iniziale), e il giorno dopo non zoppiva più. Quattro giorni dopo la somministrazione del rimedio omeopatico, la zona sopra i “kissing spines” si è gonfiata e il giorno seguente si è anche scaldata – una reazione infiammatoria acuta, vuol dire che il disturbo cronico è diventato acuto per alcuni giorni, una reazione dolorosa, ma molto positiva riguardo la guarigione! Allo stesso tempo sulla pancia e sul collo del cavallo sono apparse pustole grandi che secernevano un secreto color miele. La guarigione procedeva dall’interno all’esterno.

Nelle settimane seguenti il cavallo non zoppicava più, era attento e dimostrava una vera gioia di vivere. La padrona faceva delle piccole passeggiate con il cavallo, solo al passo e gestito da dietro, come se fosse andando con la carrozza. Facendo così si è resa conto che il cavallo muoveva le spalle regolarmente, mentre prima del trattamento osservava sempre una leggera irregolarità.

Il gonfiore alla schiena si è ridotto nell’arco di una settimana e la padrona ha ricominciato a cavalcare al passo. Solo un mese dopo la prima somministrazione del rimedio omeopatico il cavallo ha ricominciato leggermente a zoppicare alla zampa anteriore sinistra, e il rimedio è stato ripetuto.

L’andamento della guarigione dimostra che il disturbo cronico di  questo cavallo è curabile – almeno per la maggior parte – pérche c’era un peggioramento iniziale forte seguito da un miglioramento che è durato un mese. Questa è una durata di azione del rimedio adeguata a un caso del genere. Dopo la seconda dosi del rimedio omeopatico la guarigione dovrebbe ancora procedere. Se la padrona lavora prudentemento con il cavallo nei prossimi mesi, osserva bene i suoi sintomi ed il suo stato d’animo, riferisce regolarmente all’omeopata e non reprime nessun sintomo del cavallo, c’è speranza che il cavallo tra alcuni mesi può guarire e può essere di nuovo cavalcato.

Attività intestinale insufficiente dopo una gara di endurance

Il 2 aprile 2011 una partecipante di una gara di endurance mi ha chiesto di visitare la sua cavalla. A causa dell’attività intestinale insufficiente, la cavalla non aveva ricevuto il permesso di trasporto (per tornare a casa nel rimorchio). Durante l’auscultazione si sentivano solo rumori leggeri e isolati sopra l’appendice – del resto c’era silenzio. Lo stato generale della cavalla era buono, lei era attenta e mangiava. Dopo aver escluso altri rimedi omeopatici e dopo aver analizzato che il sovvracarico poteva essere l’unica causa scattenante dell’attività intestinale insufficiente, ho consigliato di dare alla cavalla una monodose di Arnica 200CH.

Subito dopo aver preso il rimedio omeopatico i rumori intestinali sono diventati più forti e dieci minuti dopo l’attività intestinale della cavalla era tornata normale! La cavalla poteva ora essere presentata di nuovo ai veterinari e ricevere il permesso di trasporto.

Tosse cronica di un pony

A una gara di endurance una signora mi ha raccontato che il suo cavallo tossiva forte da tre anni. Mi ha chiesto di visitare il suo pony nei giorni seguenti, e di trattarlo con un rimedio omeopatico. La tosse del castrone bello di 26 anni peggiorava con gli sforzi. All’inizio espettorava muco denso e giallo, nell’ultimo periodo la tosse era più secca. Un po’ di tempo fa, il pony era stato trattato con antibiotici che avevano provocato attacchi epilettici senza migliorare la tosse. Prima di aver cominciato a tossire, il pony zoppicava durante und certo periodo alla zampa posteriore destra, poi alla zampa posteriore sinistra. Del resto non era mai stato malato. Anche nel momento della prima anamnesi non aveva nessun altro disturbo.

Il pony ama le coccole, si “stringe” anche agli estranei e segue la padrona tutto il tempo mentre lei fa la stalla. È molto “veloce” da cavalcare, ama tanto le gare e galoppare veloce e non si riesce quasi a fermarlo.

In base ai sintomi fisici e psichici, l’11 maggio 2010 ho consigliato di dare al pony una monodose del rimedio omeopatico costituzionale nella potenza 200 CH.

Il 13 maggio 2010, la padrona mi ha raccontato al telefono che il pony non aveva tossito neanche una volta il giorno in cui aveva preso il rimedio omeopatico. Durante una passeggiata il giorno seguente tossiva molto meno frequentemente e non più nelle salite. Inoltre la tosse era di nuovo diventata più produttiva e viene in attacchi meno forti di prima. La padrona non doveva più fermarsi per far riposare il pony.

Questo miglioramento marcato è durato tre settimane. Fine maggio 2010 la tosse è di nuovo peggiorata e anche la zoppia alla zampa posteriore sinistra si è accentuata. Il 5 giugno 2010 ho ripetuto lo stesso rimedio omeopatico nella potenza “XM” (C 10’000).

Il 16 giugno 2010 la padrona mi ha riferito: “Il pony sta bene. Tossisce raramente e la tosse non lo limita più. Come sfogo ha avuto un eczema tra le zampe anteriori che è sparito da solo una settimana dopo.”

 

La padrona di un cavallo racconta

Il nostro castrone della razza “Shire Horse”, nato in 2005, si è fratturato il bacino in gennaio 2008 (a tre anni). Doveva stare due mesi nella clinica veterinaria. Nessuno poteva dirci se poteva guarire. Durante un anno abbiamo provato di “metterlo a posto” con esercizi: all’inizio solo vicino al box, mezz’anno dopo anche sul pascolo, poi due giri nel maneggio e sempre di più, durante un anno!

In aprile 2009, più di un anno dopo l’incidente, Jake è stato trattato da Andrea Mayer. Due settimane dopo aver preso i globuli omeopatici ha camminato così bene che ho cavalcato un po’ senza sensi di colpa! Prima del trattamento omeopatico non ha messo peso sulla gamba sinistra posteriore ed ha camminato molto peggio, faceva proprio fatica. Di colpo ha camminato molto meglio, e aveva voglia di fare qualcosa – di propria iniziativa! Anche la colonna vertebrale è migliorata un bel po’ dal trattamento omeopatico in avanti.

Un anno dopo la somministrazione del rimedio omeopatico c’era una ricaduta, ma dopo la ripetizione del rimedio omeopatico il nostro cavallo stava subito meglio. L’incidente è stato quando lui aveva tre anni e adesso ne ha cinque. Jake non cammina ancora come un cavallo normale, e probabilmente non lo farà mai, ma possiamo fare delle passeggiate e abbiamo un cavallo che si gode la vita.

Petra Sturm, Marktoberdorf

Gatto triste con eczemi

Il 31 maggio 2017 una signora mi porta la sua gatta sterilizzata di sette anni “Maunzi” (il nome è stato cambiato) che da tre anni ha dei fasi in cui soffre di vomito e altri in cui ha eczemi. Già da cucciolo aveva intolleranze alimentari e vomitava spesso. La padrona ha dato già tre volte un rimedio omeopatico da sola che aveva migliorato i sintomi fisici, ma non lo stato mentale del gatto. Maunzi non è mai rilassata, ha paura dei rumori e degli estranei, e si lascia toccare solo sulla testa. Da quando suo fratello è morto di una trombosi, Maunzi sembra molto triste, non gioca spesso. Curiosamente la gatta difende la sua padrona e anche gli altri due gatti che vivono con lei nello stesso appartamento. Soprattutto a base di questo sintomo mentale speciale mi è facile di trovare il rimedio costituzionale di Maunzi. Glielo prescrivo nella potenza 200CH.

Quasi quattro mesi dopo, la padrona mi riferisce che il rimedio omeopatico ha agito molto bene e che Maunzi non ha più avuto sintomi fino a pochi giorni fa. Inoltre si fida di più delle persone e sembra più rilassata. Da pochi giorni si gratta di nuovo al collo e perde il pelo sulla pancia e sopra gli occhi. In più ha ricominciato a vomitare. Prescrivo ancora una monodose dello stesso rimedio omeopatico nella potenza 200CH.

Un mese dopo la padrona mi riferisce che Maunzi non ha mai più vomitato da quando ha preso il rimedio omeopatico. “Si gratta molto meno e il pelo sopra gli occhi e adesso anche sulla pancia sta ricrescendo”, la padrona mi racconta entusiasta. L’eczema è guarito “da davanti verso dietro” (nelle persone sarebbe “dall’alto in basso”) – esattamente seguendo una delle regole omeopatiche della guarigione più importanti. Anche la regola della guarigione più importante “dall interno all’esterno” può essere mostrata con questo caso esemplare, perché la digestione della gatta è migliorata prima, seguito dal miglioramento degli eczemi. Al controllo di decorso di un altro gatto della signora mi racconta che Maunzi è guarita del tutto.

“La nostra gatta Bella mangia poco da una settimana.”

Una signora mi chiama il 9 febbraio 2017 e mi riferisce che la sua gatta Bella mangia poco da una settimana. Una settimana fa ha avuto la febbre, ma dall’analisi del suo veterinario non risultava una chiara diagnosi, ha però accennato un sospetto di peritonite e ha prescritto un antibiotico e un farmaco antipiretico. Bella non ha più febbre, ma non ha ancora ripreso a mangiare bene.

Siccome è molto difficile trovare indizi precisi per la scelta del rimedio acuto, soprattutto se la diagnosi non è esatta, cerco di trovare il rimedio costituzionale di Bella orientandomi ai sintomi mentali e generali.

La possibile causa scattenante per l’aumentata cagionevolezza della gatta è il fatto che due mesi fa la famiglia ha adottato un gatto giovane che va molto d’accordo con l’altro gatto. La padrona suppone che Bella sia gelosa e che perciò sia soggetta ad un maggior rischio di ammalarsi.
Bella è un gatto molto dolce che si lascia accarezzare anche da estranei. Scappa solo se bambini vogliono prenderla, ma non morde né graffia. È molto sensibile, scappa dai rumori (p.es. dall’aspirapolvere). Inoltre è molto freddolosa, cosa che si può dedurre dal fatto che quando fa freddo esce di casa solo per poco tempo.
Consiglio alla padrona di dare al gatto il rimedio omeopatico indicato come monodose (due globuli) nella potenza 30CH. (Volutamente non indico il rimedio omeopatico, per evitare immitazioni senza conoscenze profonde dell’omeopatia.)

Il 22 febbraio 2017 la padrona racconta che la gatta sta bene. Bella mangia di nuovo, salta come prima nell’aria ed è molto più contenta. Sta sempre più volentieri vicino al “nuovo” gatto giovane.

Anche tre mesi dopo, quando la signora mi chiama per un altro dei suoi gatti, referisce che Bella sta bene. “Si difende di più contro il giovane gatto invadente e sembra più decia, meno sottomessa … e il suo pelo è diventato bellissimo.”

Solo il 6 ottobre 2017 la signora mi chiama ancora per Bella che è di nuovo più gelosa degli altri gatti e da tre settimane miagola ogni notte alla 1 e alle 4 per ricevere cibo. Siccome Bella ha cominciato in più a bere spesso ma poco alla volta, prescrivo una monodose di un rimedio acuto  nella potenza 30 CH.

Il 10 ottobre 2017 la padrona mi informa che l’ultimo rimedio non ha avuto nessun effetto. Per questo raccomando di dare a Bella una monodose dello stesso rimedio omeopatico che ha agito bene in febbraio, questa volta però nella potenza 200 CH.

Il 24 novembre 2017 la padrona mi racconta entusiasta che Bella si è calmata, non miagola più di notte e sembra di nuovo molto più felice.

La padrona mi chiama di nuovo solo l’8 dicembre 2018 – un anno dopo – quando Bella ha diarrea e vomito. Consiglio di dare al gatto il rimedio costituzionale nella potenza 30 CH. Guarisce già dopo la prima dose del rimedio.